“La motivazione a proseguire attivamente il viaggio personale, ad essere lucidi interpreti della propria avventura esistenziale, riconosce un’influenza multifattoriale, tra cui sembrano assumere un particolare rilevo la narrazione soggettiva, le valenze affettive, creative e relazionali dell’anziano”
Psicologa dell’Invecchiamento
Il cambiamento demografico della popolazione rende oggi sempre più necessario interrogarsi sull’invecchiamento, non solo come fenomeno biologico o sociale, ma come esperienza soggettiva, unica per ciascuna persona. Invecchiare non significa semplicemente “adattarsi” a un cambiamento del corpo o dei ruoli sociali, ma confrontarsi con nuove domande sul proprio posto nel mondo, sul tempo, sulla perdita e sul desiderio.
Tradizionalmente lo studio dell’invecchiamento si è sviluppato lungo due direzioni principali: una più preventiva, orientata a favorire un buon invecchiamento riducendo il rischio di dipendenza e di bisogni assistenziali; l’altra legata alla cura, volta a costruire interventi capaci di sostenere la persona di fronte alle difficoltà che possono emergere con l’avanzare dell’età. In una prospettiva psicoanalitica, queste due dimensioni trovano un punto di incontro nell’attenzione alla singolarità del soggetto.
In ambito gerontologico, la psicologia riconosce il valore del processo creativo anche nella terza età. Ogni persona, seppur in modi diversi, conserva la possibilità di inventare soluzioni proprie alle difficoltà quotidiane. La storia individuale, le esperienze vissute, il contesto familiare, sociale e culturale non sono elementi separabili dalle trasformazioni che accompagnano l’invecchiamento, ma ne costituiscono il tessuto vivo. Le modifiche del corpo, le abitudini consolidate, gli stili di vita e di relazione diventano così parte di un nuovo equilibrio da costruire.
La vecchiaia può essere un tempo in cui è ancora possibile vivere e crescere, a condizione che la mente resti aperta, curiosa, interessata. Non si tratta di negare la fatica o la perdita, ma di non rinunciare alla possibilità di mettersi in gioco, di mantenere un rapporto vivo con il proprio desiderio e con l’altro.
Lo Psicologo dell’Invecchiamento accompagna la persona in questo percorso, offrendo uno spazio di ascolto in cui la parola può ritrovare valore. L’obiettivo non è “aggiustare” o normalizzare, ma sostenere un invecchiamento attivo e affettivamente significativo, aiutando il soggetto a trovare vie singolari per affrontare le difficoltà, riducendo stati depressivi o regressivi e favorendo il mantenimento di una posizione soggettiva: continuare ad essere, anche nella terza età, protagonisti della propria storia.

